Un laboratorio di studio, inserito tra le attività di formazione del Teatro Lirico di Cagliari, finalizzato all’osservazione sul campo di tutte le fasi di realizzazione di un’opera lirica, dall’idea iniziale alla recita. Gli studenti della Quarta e della Quinta F del Liceo Scientifico “L. B. Alberti” di Cagliari raccontano con entusiasmo le proprie esperienze.

Mai avremmo pensato che l’esperienza vissuta al Teatro Lirico di Cagliari potesse essere così coinvolgente. Attraverso l’incontro diretto con il teatro e tutti gli elementi da cui è composto, stiamo diventando spettatori consapevoli delle attività che esso propone. I giovani, infatti, possono far parte del pubblico delle opere liriche e dei concerti, che spesso vengono considerati monotoni a causa dei pregiudizi generati dall’ignoranza sull’argomento. Il progetto “Dalla prova alla prima” ci ha permesso di vedere e conoscere a fondo la struttura e l’organizzazione del Teatro Lirico e carpirne un po’ di più i segreti. Il teatro, pur mantenendo la sua solennità e il suo prestigio, ci ha ospitato presentandosi in una veste meno formale, affinché fossimo inizialmente incuriositi e poi affascinati da esso. Ci ha aperto le sue porte per lasciarci esplorare gli ambienti che compongono l’edificio, in cui tante persone, che mettono passione e impegno in ogni spettacolo, collaborano per assemblare sulla scena il loro lavoro. Per far funzionare la macchina del teatro, cosi complicata e multiforme come un essere vivente composto da vari organi che lavorano insieme,l’allestimento viene suddiviso in tante piccole porzioni di lavoro, che vengono affidate a gruppi di persone esperte nel loro settore. Il primo appuntamento del nostro progetto è stato la visita guidata all’interno dei laboratori,dalla falegnameria alla sartoria, dalla sala luci alle sale prova dei musicisti e del coro. Eppure il cuore del teatro è il palcoscenico, dove il lavoro di tutti viene concentrato per ottenere un unico risultato: lo spettacolo. Quando si prova nel palco e la prima si avvicina, le scene vengono ripetute più volte perché ogni passo deve essere visionato e studiato insieme al regista. Il clima che si respirava durante le prove di regia era allegro, gli attori ridevano e abbiamo potuto quindi notare con piacere un forte impegno nel lavoro, ma anche una voglia di sorridere, di essere uniti e di dare una buona prova di se stessi al pubblico. Prima di vedere l’opera completa e inscenata abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a una conferenza tenuta da Quirino Principe, musicologo di fama internazionale e uomo di grande cultura. Egli ha fatto un excursus sulla Bohème e ha citato le opere correlate. Dopo aver fornito il contesto storico e le motivazioni della nascita dell’opera, ci ha parlato anche dell’importanza del teatro e della crisi che sta attraversando, poiché, sebbene sia considerato “uno svago costoso e frivolo, esso è un bene culturale occidentale che è stato successivamente assimilato da altre culture”. Avendo seguito passo dopo passo la realizzazione dell’opera, lo spettacolo è risultato ancora più entusiasmante, perché la curiosità e lo stupore sono stati accompagnati dal sentimento di familiarità che avevamo sviluppato nel corso di tutto il progetto. La Bohème è un’opera vitale che non ha paura di rappresentare la rozzezza della vita quotidiana dei bohèmien, in quanto essa entra nell’arte, cosi equilibrata e armoniosa, ha osservato Principe. La scena che ci ha colpito di più è stata sicuramente l’ultima, dove l’amore viene celebrato nella sua fragilità, attraverso la vicenda di due innamorati del basso ceto, Mimì e Rodolfo. La morte viene descritta come un evento “lugubre ma dolce” nella scena in cui tutti gli amici si riuniscono attorno al letto della povera Mimì, in punto di morte. Il contrasto e allo stesso tempo l’assonanza tra le parole e la musica sono perfetti, anche se in alcuni punti il testo cantato può sembrare più complicato per la sovrapposizione di varie voci. L’esecuzione dei cantanti è stata impeccabile e abbiamo potuto confrontare la performance delle due diverse compagnie assunte dalla direzione del Lirico. Ci ha stupito la centralità del teatro lirico di Cagliari nella scena europea; insomma è qualcosa di cui noi cagliaritani dobbiamo essere fieri.
4^F Liceo Scientifico “Alberti” Cagliari
Come ha detto, durante la sua conferenza, il musicologo Quirino Principe, l’opera lirica non è un semplice svago accessibile a pochi fortunati, ma un bene comune inestimabile, da condividere, conoscere e diffondere tra chi ignora la sua rilevanza per tutta la nostra cultura. Il teatro, e la letteratura in generale, ci mostrano modelli di vita e comportamenti che sono la proiezione di quello che l’uomo ha da sempre fatto, e non smetterà mai di fare; questi sono i modelli che rimangono immutati da sempre, e accompagneranno la civiltà umana anche nel futuro, e poter conoscere i personaggi e gli avvenimenti che sono raccontati può solo aiutare nel miglioramento della nostra società: purtroppo per l’andamento della società odierna questa condivisione culturale è lontana dal realizzarsi, e i vuoti che vanno creandosi, si espanderanno sempre di più. Grazie al progetto “Dalle prova alla prima”, guidati dal maestro Milia e dai suoi collaboratori nella scoperta del teatro lirico della nostra Cagliari, uno dei più importanti del Mediterraneo, siamo entrati noi nella scena, vivendo in prima persona l’attività complessa che si svolge all’interno. E’ stato davvero molto utile e interessante vivere in prima persona la costruzione dello spettacolo durante le prove di regia, perché oltre a farci apprezzare la qualità e la professionalità degli attori dell’opera, cosa che accade anche durante la rappresentazione, riesce a farci immergere nell’ambiente della creazione e modellazione della scena, che richiede davvero molto lavoro, una precisione millimetrica e un’enorme quantità di dettagli e particolari da curare; tutti gli addetti ciascuno per conto proprio,lavorano inizialmente cercando di curare solo ciò che li riguarda, ma poi come un unico cuore tutte le parti si devono unire ed assemblare: sarebbe davvero impossibile notare tutto ciò con la sola partecipazione allo spettacolo finale, per questo noi che abbiamo avuto il privilegio di entrare nel cuore della creazione scenografica dobbiamo sentirci fortunati, perché davvero ora possiamo comprendere cosa sta dietro alla semplice opera che ci godiamo dalle poltrone. Abbiamo però trovato maggiormente stimolante per l’apprezzamento della produzione del teatro musicale, la visita guidata alla struttura del teatro. E’ impressionante solo pensare che mezzo migliaio di persone della nostra città siano partecipi nella produzione di questa vera e propria industria che, come una macchina senza qualche pezzo non potrebbe continuare a funzionare; la varietà di impieghi e professioni implicati nella produzione teatrale è esorbitante, per non parlare poi della minuziosità dedicata ad ogni dettaglio per la costruzione degli oggetti di scena, per la produzione degli impianti di scena, per la produzione degli abiti di scena, per la proiezione di luci ed effetti speciali, e altro. Visitando tutti i laboratori, le sale di prova, gli uffici e le officine del teatro lirico, ti accorgi che dopo tanto minuzioso lavoro, per il quale occorrono mesi e mesi, in realtà poi i cantanti in scena non usano alcun tipo di amplificazione sonora per la voce, ma semplicemente sfruttano le caratteristiche delle sale, isolate acusticamente: tutto questo ci fa riflettere su quanto questa forma di teatro sia semplice e al tempo stesso complessa e grandiosa, così attentamente organizzato, ma che si basa anche su principi semplici. Queste sono le caratteristiche che conferiscono al teatro musicale una connotazione sempre attuale, proprio come i personaggi coinvolti nelle opere, e in particolar modo nella Boheme. La semplice lettura della trama dell’opera non rende assolutamente quanto la rappresentazione reale: la musica, gli ambienti, le scene, tutto l’insieme vissuto dal vivo sbaragliano i pregiudizi che si hanno su questo tipo di rappresentazione teatrale, e fanno riflettere su quanto i temi messi in gioco siano universali, e facciano parte della nostra esperienza. L’adesione a questo progetto, che ha compreso la visita alla struttura interna del teatro, la partecipazione alle prove di regia e alla prova generale dello spettacolo, è l’ennesima dimostrazione di come gli uomini non si rendano conto di ciò che li circonda, neanche delle cose più preziose e utili, che non è detto siano le più difficili da raggiungere: con solo un pizzico di curiosità e di buona volontà si possono scoprire grandi tesori.
5^ F Liceo Scientifico “Alberti” Cagliari