Attività svolte nel Laboratorio di Scienze

Il laboratorio del nostro Liceo è diventato finalmente agibile dall'ottobre di quest'anno scolastico e questo ha reso possibile il suo pieno utilizzo: molte delle attività extracurricolari si sono svolte al suo interno. Con il passare dei mesi il laboratorio di scienze è diventato un punto di riferimento per molti studenti, specialmente per coloro che, frequentando le lezioni curricolari e i corsi, hanno imparato ad avere familiarità con strumenti e spazi. Questo ha permesso un continuo scambio di informazioni, di consulenze e di approfondimento tra gli alunni e gli insegnanti. Gli allievi vi permanevano anche al di fuori dell'orario scolastico, ad esempio prima dell'inizio delle lezioni, nelle ore buche, in ogni momento libero, effettuando principalmente osservazioni al microscopio, facili esperimenti chimici e controllando assiduamente il procedere degli allevamenti dei diversi animali che nel corso dell'intero anno abbiamo ospitato. Abbiamo anche classificato minerali, rocce, fossili, animali e piante che alunni, docenti e personale della scuola ci hanno portato.

 

Stazione Meteorologica wireless.
Da quest'anno il nostro Liceo fa parte di una serie di stazioni di rilevamento meteo, come si può leggere in altra parte della home.

Grazie al lavoro di due ex alunni dell'Alberti, Andrea Murgia (www.sardegna-clima.it) e Matteo Tidili (www.fenomenitemporaleschi.it), tra i maggiori giovani esperti oggi in Sardegna della materia, abbiamo installato e reso operativa la stazione e attualmente i dati rilevati sono quotidianamente aggiornati e messi in rete.

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Immagine della stazione meteo sul tetto della scuola, un piano sopra il laboratorio di scienze

 

Osservazioni e Esperimenti di Chimica

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Pesate (4H)

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Conducibilità elettrica (4H)

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Il solfato di rame cristallizzato e disidratato

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Precipitazione e successiva separazione dello ioduro di piombo e del nitrato di potassio

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Esperimenti e Osservazioni di Biologia

 

Riportiamo alcune attività†svolte nel laboratorio di scienze.

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Azione sull'acqua ossigenata, su frammenti di patata, di pomodoro, di fungo, di fegato e di carne della catalasi e del biossido di manganese (3H)

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Azione della catalasi sul lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) nel laboratorio di scienze (3H)

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Fermentazione alcolica

 

Riconoscimento esemplari

Fossili: probabilmente Rudiste dal calcare di Baunei, portate dalla Signora P. Etzi

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Utilizzo di indicatori di pH (esperimento svolto a casa da V. Sale 2C)

Il the cambia colore se aggiungiamo un cucchiaio di succo di limone:
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o un cucchiaio di ammoniaca:
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ma non se aggiungiamo un cucchiaio di acqua:
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Cortile Viale Colombo
Le forti precipitazioni della primavera e il ritardo con il quale gli addetti della Provincia hanno provveduto al taglio dell'erba, ha permesso di osservare alle due seconde (C e G) una bella vegetazione spontanea, soprattutto leguminose e le immancabili Orobanche, fanerogame parassite che succhiano con i propri austori le sostanze nutritizie dalle radici delle piante infestate. Ne abbiamo osservato due specie diverse, entrambe nate sulle radici delle leguminose selvatiche.

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Aiuola del cortile della sede di Viale Colombo, si vedono tre Orobanche in un prato di leguminose (foto alunni 2G)

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Aiuola del Cortile di Viale Colombo, in primo piano un esemplare di Orobanche sp. (foto alunni 2C)

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Aiuola del Cortile di Viale Colombo, in primo piano un turione di Orobanche sp. (foto alunni 2C)

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Aiuola del Cortile di Viale Colombo, primo piano di Orobanche sp. (foto alunni 2G)

 

Allevamenti in laboratorio

Drosophila sp.
Siamo venute in possesso di numerosi esemplari di Drosophila sp. alcuni wild, altri mutati (white eyes), che tenuti in appositi contenitori e nutriti con mangime adatto si sono riprodotti all'interno del laboratorio. Abbiamo osservato il rapido sviluppo embrionale, dalla larva all'adulto; il differente metabolismo a seconda delle condizioni ambientali, calore, rifornimento di cibo e di aria; la caratteristica mutazione degli occhi nei maschi; l'attrazione fatale verso le soluzioni di lievito preparate per le artemie e l'alcol preparato per la conservazione di altri animali.

Triops.
F. Angioni, alunna della 2B, ha iniziato, nel mese di aprile, a casa propria l'allevamento di questi piccoli crostacei. Ha comprato le uova, ha predisposto una nursery con acqua distillata a temperatura costante e abbastanza elevata, con un mangime particolare di uova e frammenti di altri artropodi. Dopo qualche tempo le uova si sono schiuse e le larve dei Triops hanno continuato la crescita all'interno del nostro laboratorio, sotto la supervisione giornaliera di Federica e dei suoi compagni. Del mangime facevano sicuramente parte uova di ostracodi e qualche tempo dopo abbiamo infatti osservato la presenza di alcuni adulti.

Artemie. Durante le visite guidate al CEAS di Molentargius, ci siamo procurati diversi esemplari di Artemia salina. Questi piccoli crostacei fillopodi si presentavano anfigonici, forse per via della minore salinità dell'acqua dell'allevamento rispetto a quella delle saline, per questo motivo speravamo di riuscire a mantenerle in vita a lungo. Giovanni Tronci e Claudia Bortolussi (4H) hanno eseguito i calcoli per ottenere una salinità ottimale dell'acqua, si è provveduto invece a posizionare il piccolo acquario sopra la lavagna luminosa così da riscaldare l'acqua in base alle necessità. Il cibo era costituito da lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae), sciolto in poca acqua salata e aggiunto alla salamoia.
Purtroppo le artemie hanno subito evidenziato difficoltà nell'adattarsi alle condizioni di laboratorio e nonostante siano stati più volte aggiunti esemplari nuovi, provenienti dall'allevamento dei laboratori del CEAS, non siamo riusciti a vedere né uova né nuovi nati e anzi gli adulti deperivano e morivano in successione rapida.

Farfalla. Durante l'escursione al Faro di Sant'Elia del 4 novembre 2009, Marco Ollano della 3G ha raccolto un bellissimo bruco della sfingide dell'euforbia. Allestito un terrario nel quale si è ricostruito l'habitat, tenuto a temperatura e umidità†costante e rifornito di Euphorbia sp. (grazie anche alla collaborazione della Sig.ra Mariangela dell'agenzia di pulizie) il bruco ha potuto nutrirsi e crescere, si è impupato sotto il terriccio e infine ha iniziato silenziosamente la metamorfosi. Il ritardo con cui procedeva questa delicata fase dello sviluppo ci ha fatto pensare che qualcosa non avesse funzionato, probabilmente il mantenimento dell'umidità, abbiamo quindi tolto la crisalide dal terrario e l'abbiamo conservata in una capsula di vetro per l'osservazione, convinti che al suo interno la larva fosse morta. Quale non è stata la nostra sorpresa quando, verso la metà del mese di maggio, la crisalide aperta non mostrava più la larva, ma vicino alla capsula c'era una falena, ancora vitale! Il tentativo di rianimazione, sistemazione in un habitat opportuno, umidità ottimale, per cibo acqua e zucchero, operato dagli alunni della 2B, non è andato, però, a buon fine e la farfalla è morta. Altre falene sono state ricoverate nel laboratorio e si è tentato di rianimarle, ma anch'esse senza successo.

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Il nostro bruco

 

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La sorprendente falena

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Federica prepara l'habitat per la falena nelle aiuole della scuola

Durante l'escursione al Riu Palaceris è stato raccolto un organismo acquatico che abbiamo portato nel laboratorio per procedere alla identificazione. Con l'aiuto del manuale degli organismi acquatici in dotazione al laboratorio e di internet, gli alunni della 2B hanno classificato l'organismo come larva di odonato, probabilmente di Anax sp. Una larva carnivora che infatti, per pochi istanti, conviveva nel barattolo da trasporto con il girino, ha tentato più volte di mangiarlo. Per conservare tale esemplare in laboratorio, gli alunni della 2B hanno addormentato la larva con l'etere per poi riporla in un contenitore con l'alcol.

 

Le meraviglie nascoste nel vaso dell'Elodea
All'interno del vaso con le piante acquatiche di Elodea in pochi mesi si è sviluppata tutta una serie di microinvertebrati e protozoi che hanno foraggiato le osservazioni al microscopio di un intero anno di biologia.
Tutte le classi seconde, oltre a tutti gli alunni interessati delle altre classi, compresi alcuni irrimediabilmente attratti dal mondo microscopico, hanno potuto ammirare l'enorme varietà di viventi nascosta tra le foglie di Elodea e nei sedimenti del vaso. I ragazzi hanno osservato e riconosciuto esemplari di amebe, ciliati, copepodi, ostracosi, fillopodi, acari, rotiferi, diatomee e cianoficee. In alcuni casi i ragazzi più pazienti e precisi sono riusciti ad osservare gli esemplari con l'ingrandimento maggiore (1000X senza utilizzare l'olio di immersione). Grazie alla fotocamera digitale i ragazzi hanno scattato le foto sotto riportate e alcuni apprezzabili video.

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Ameba (foto al microscopio alunni 2G)

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Tecameba (foto al microscopio alunni 2C)

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Tecameba (foto al microscopio alunni 2C)

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Tecameba (foto alunni 2C)

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Copepode (foto al microscopio alunni 2G)

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Nematode e tecamebe nel tessuto della foglia di Elodea (foto al microscopio alunni 2G)

Filmati realizzati dagli studenti

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Filmato ameba 1

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Filmato ameba 2

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Filmato nematode

 

Girino. Uno dei diversi girini prelevati nelle acque del Riu Palaceris durante l'escursione del 21 aprile è stato allevato all'interno del vaso delle Elodee. Dopo circa un mese ha iniziato la metamorfosi e durante un weekend si è trasformato in un piccolissimo rospo (presumibilmente) che Federica Angioni (2B) ha immediatamente trasferito nel ruscello presso la propria abitazione, trasportandolo all'interno di un barattolino nel quale aveva riprodotto l'habitat.

Un ringraziamento al tecnico sig. I. D'Angelo per la pazienza nel seguire la crescita dei diversi organismi allevati. Un ringraziamento al personale dell'agenzia di pulizie, in particolar modo Mariangela, Beatrice e Anna, per la pazienza e la collaborazione nel mantenere vivibile l'ambiente del laboratorio e della scuola. Un ringraziamento particolare al sig. Durzu per avere sempre una parola amica per ragazzi e docenti.