Arrampicata Sportiva

 

Che cos’è

Prima di parlare di arrampicata sportiva è necessario distinguerla dall’arrampicata libera e dall’alpinismo. L’alpinismo si è sviluppato come pratica di conquista delle vette; l’arrampicata libera in montagna presuppone l’ausilio di mezzi artificiali (friend e nut, chiodi da incastrare nelle fessure della roccia) chiodi per la progressione, mentre l’arrampicata sportiva corrisponde al modo di arrampicare più naturale e viene praticata su pareti di roccia naturali (falesie) o artificiali, lungo itinerari, denominati “vie”, completamente attrezzati con fittoni e spit e controllati dalla base.
E’ un’attività sportiva che si svolge in completa sicurezza, legati con la corda e assicurati da un compagno. Quindi l’arrampicata sportiva prevede la salita senza l’ausilio di mezzi artificiali e nel corso della progressione in parete vengono disposte delle protezioni (rinvii). Lo scopo è quello di raggiungere la sosta (termine della via) senza “appendersi” sulla corda ed utilizzando solo appoggi e appigli naturali. Da tutto ciò si comprende che si scala sempre in due, mentre uno scala l’altro si preoccupa della sicurezza del compagno, “fare sicura”. Essenziale è la cintura con i cosciali (imbragatura) mediante la quale l’arrampicatore si lega alla corda con un nodo particolare (doppio savoia) assicurato dal compagno a terra il quale con l’ausilio del discensore frena e blocca la corda in caso di volo dell’arrampicatore.

 

Cenni storici

L’arrampicata sportiva affonda le sue radici nell’alpinismo ed è figlia dell’arrampica libera. I primi ad introdurre questo nuovo modo di arrampicare furono i californiani che, intorno agli anni cinquanta, diedero vita ad un movimento storico in cui l’obiettivo non era più il raggiungimento della vetta ma la prestazione tecnica e sportiva, il superamento della difficoltà pura , in arrampicata libera o in artificiale. Si formarono in breve due correnti e due tradizioni che ancora oggi coesistono in America: da una parte l’arrampicata libera, o in artificiale, che diventava sempre più impegnativa a livello tecnico, dall’altra nacque l’era del free-climbing (arrampicata sportiva) che prevedeva l’accettazione delle condizioni e delle difficoltà di una parete da superare senza l’uso di mezzi artificiali. Insieme alla mentalità cambiò anche il modo di affrontare la parete e cambiarono le attrezzature.
In Europa invece furono gli inglesi ad introdurre questo nuovo sport, passando dal granito di Yosemite al calcare ancora vergine delle gole del Verdon, in Francia. I primi anni non furono esenti da polemiche, soprattutto perché alcuni arrampicatori, imbevuti di cultura alpinistica, interpretarono il free-climbing come un’arrampicata esasperata quasi senza protezioni, non proponibile per la sua pericolosità, come attività sportiva aperta a tutti.
Questa tendenza si è smorzata con l’avvento delle prime competizioni: nel 1985 a Bardonecchia (Italia), dove si svolse la prima gara internazionale di arrampicata sportiva. Dopo questa data cominciarono a costituirsi le federazioni europee e diventò necessario codificare questo sport perché potesse diventare accessibile alla comprensione e alla pratica comune.


da: “SPORT CLIMBING” di Könemann – ed. TUTTO SPORT

 

Aspetti tecnico-storici

Nel 1990 l’arrampicata era ancora considerata uno sport che si basava sull’uso della forza muscolare e prescindeva dall’acquisizione di una tecnica appropriata. Successivamente questa disciplina si sviluppò partendo dalla considerazione di tre aspetti fondamentali:
¨ l’aspetto motorio, legato al controllo del proprio corpo;
¨ l’aspetto mentale inteso come: capacità di concentrazione e di equilibrio tra razionalità e intuizione; capacità di valutare ed affrontare adeguatamente i rischi; superamento della tensione emotiva conseguente all’istintiva paura di cadere;
¨ la sensibilità, intesa come le sensazioni legate alla consapevolezza del proprio corpo e del baricentro, sia in posizione statica che dinamica. Ciò consente di trovare la soluzione motoria ottimale in relazione alle diverse situazioni.

Barbara Mameli 3^C

 

Dove si svolge

Come già detto l’arrampicata sportiva si svolge su pareti di roccia non necessariamente in montagna, e su strutture artificiali indoor con appigli in resina avvitati. La tendenza, nelle strutture sportive, è quella di costruire muri abbastanza alti per arrampicare con la corda a scopo didattico o di allenamento. Negli anni novanta cominciarono a fare capolino nelle palestre anche i muri bassi, con i materassi sotto come protezione per eventuali cadute.

 

da: “SPORT CLIMBING” di Könemann – ed. TUTTO SPORT

 

 

 

Descrizione di Materiali e attrezzature

Le nostre esperienze

 

 

 

PROGETTO AMMESSO AL FINANZIAMENTO NELL’AMBITO DEL PIANO D’INTERVENTO CONTRO L’ABBANDONO E LA DISPERSIONE SCOLASTICA DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI EX ART. 23 L.R. N° 37/98