Analisi e riconoscimento reperti

 

Riconoscimento delle rocce calcaree


Nel laboratorio di scienze abbiamo esaminato alcuni campioni di roccia raccolti a Domusnovas, a Masua, a Cagliari (Monte Urpinu e Cala Fighera), e abbiamo notato che si tratta di rocce chiare, quasi bianche, piuttosto leggere e molto compatte. Sappiamo che una delle rocce più adatte all’arrampicata è il calcare e queste potrebbero essere caratteristiche tipiche delle rocce calcaree,ma per esserne certi abbiamo fatto una prova con l’acido cloridrico. Questo acido infatti a contatto con il sale che compone queste rocce (carbonato di calcio) sviluppa anidride carbonica producendo effervescenza. Appena le gocce di acido hanno colpito la pietra questa ha cominciato subito a “friggere”e il punto colpito ha cambiato anche struttura e colore. Si tratta proprio di calcare!
Con un altro esperimento abbiamo voluto dimostrare che il gas prodotto nella reazione è l’anidride carbonica. Abbiamo preso dei pezzetti di roccia bianca e li abbiamo messi in una bottiglietta chiusa ma comunicante mediante un tubicino di gomma con un bicchiere (Beker) in cui abbiamo messo tre candele accese di altezza diversa,quindi abbiamo versato l’acido cloridrico nella bottiglietta con le pietre e dopo pochi secondi abbiamo visto che le candeline si spegnevano una per volta, prima la più alta e poi le altre. Ciò ha dimostrato l’azione dell’anidride carbonica,che ha spento la fiamma e che è un gas più pesante dell’aria. Abbiamo ripetuto l’esperimento servendoci però delle conchiglie che abbiamo raccolto nel terreno di riporto a Monte Urpinu e di quelle che avevamo in laboratorio e abbiamo osservato le stesse cose, quindi abbiamo capito che i gusci dei molluschi sono fatti anch’essi di calcare.


Preparazione di un'infusione


Sul campo
Durante l’escursione a Monastir abbiamo raccolto del fieno, per terra, vicino al recinto delle pecore.
In laboratorio
Due giorni dopo l’escursione, a scuola, abbiamo riempito un becher per metà con acqua e vi abbiamo aggiunto il fieno, sporco come era di terra, e alcune piante raccolte. Abbiamo lasciato tutto all’interno di un armadio.

 

Osservazione al microscopio degli infusori


Dall’infuso preparato con il fieno, dopo circa una settimana abbiamo prelevato alcune gocce e le abbiamo osservate al microscopio. Abbiamo visto una grande quantità di microrganismi, alcuni immobili e di forma fissa, altri che si muovevano velocissimi; si tratta di organismi unicellulari di forma ovale che cambiano molto velocemente di forma. Con l’aiuto di un manuale siamo riusciti a riconoscerli e a classificarne alcuni. Si tratta di protozoi delle seguenti specie: Paramecium caudatum, Colpoda cucullus, Vorticella campanula,Vorticella convallaria, Paramecium putrinum. I microrganismi che non cambiano di forma sono invece alghe unicellulari dotate di un guscio: le Diatomee. Tutti questi organismi svolgono un ruolo importante nella catena alimentare, come produttori e consumatori primari e costituiscono il nutrimento di organismi pluricellulari (consumatori secondari) come un piccolo verme osservato al microscopio, forse un nematode.

 

Gruppo di lavoro docenti e studenti

 

 

 

PROGETTO AMMESSO AL FINANZIAMENTO NELL’AMBITO DEL PIANO D’INTERVENTO CONTRO L’ABBANDONO E LA DISPERSIONE SCOLASTICA DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI EX ART. 23 L.R. N° 37/98