Via Manno
Una vita da raccontare
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Era la fine della primavera del 1941, avevo quindici anni, mi ricordo ancora i volantini che scendevano giù dagli aerei, in cui era scritto: - L’Italia farà da sé ! -
In quello stesso periodo gli aerei prima di lanciare le bombe facevano cadere giù bengala per vedere dove colpire; c’era chi si nascondeva nelle grotte naturali, tra cui 'Su Nuncu De Barringheri', noi invece ci costruimmo un rifugio ricavato da una cisterna.
Una mattina io, mio padre e mio fratello più grande ci preparammo per andare ad estirpare le fave; dopo aver preparato il giogo dei buoi e il cavallo, ci incamminammo verso 'Su Pranu De Sonallas'.
Arrivati nel sito mio padre e mio fratello incominciarono il loro lavoro, mentre invece io mi misi a pascolare i buoi in mezzo alle fascine delle fave.
Ad un certo punto sentimmo un forte rombo di motori e dei colpi d’arma da fuoco, ci girammo verso ovest e vedemmo in lontananza degli aerei che combattevano tra loro e che pian piano si avvicinavano verso di noi: gli aerei erano quattro caccia e un bombardiere, credo due caccia italiani, due americani e un bombardiere americano. Molto probabilmente i due caccia italiani in quel momento stavano cercando di abbattere il bombardiere e nel contesto degli eventi mi resi conto che si stavano avvicinando al punto dove eravamo noi; mio padre a quel punto urlò di andare a nascondersi nella vegetazione, ci dividemmo e ci rifugiammo nelle siepi; anche i buoi e il cavallo, a quel punto impauriti scapparono in mezzo agli alberi .
Io dal punto in cui ero rifugiato vedevo il combattimento di questi aerei che scendevano in picchiata l’uno sull’altro e si sentivano le sventagliate di mitragliatrice e i colpi del cannoncino del bombardiere.
All’improvviso non so se per la stanchezza o per la paura mi addormentai, non so per quanto tempo ho dormito ma a un certo punto sentii delle voci che erano quelle di mio padre e mio fratello preoccupati perché non rispondevo, temevano mi fosse accaduto il peggio . Quando uscii dalla siepe, rincuorati tirarono un sospiro di sollievo, a quel punto mio padre si riprese un po’ e andammo alla ricerca dei buoi e del cavallo e poi ritornammo a casa provati dall’esperienza passata .
Il giorno dopo seppi che il bombardiere era stato abbattuto nelle campagne di Furtei.
In quegli anni al mio paese, Villanovafranca, c’era un grande movimento di truppe tedesche con vari spacci forniti di ogni genere di cosa, tra cui sigarette e viveri .
Conobbi due tedeschi e diventammo amici, quando ci incontravamo era l’occasione giusta per divertirci suonando l’armonica a bocca, cantando e raccontandoci qualche storia, cercando di farci capire l’uno con l’altro; nonostante fossero dei nemici erano anche loro uomini con sentimenti.
Storie da raccontare ne avrei tante… storie di guerra… di vita… e di morte…

Stefano Z.