Chiesa del Carmine
Ricordi di guerra
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Durante la II guerra mondiale gli americani con i loro caccia i loro bimotori e quadrimotori sorvolavano il nostro paese facendo qualche attacco mirato.
La popolazione delle città era terrorizzata e aveva paura di uscire di casa.
Ogni volta che gli americani iniziavano i loro bombardamenti, in ogni Paese delle sirene davano l’allarme suonando per alcuni minuti, permettendo alla popolazione di nascondersi, nella fosse o nei cespugli.
Le fosse erano dei rifugi scavati dalle famiglie per mettersi al riparo dalle bombe o dalle loro schegge o dai frantumi di quello che distruggevano.
Queste fosse venivano poi ricoperte da tronchi di legno o lamine di ferro.
Siccome gli attacchi potevano durare anche diverse ore o diversi giorni le famiglie si portavano dentro le fosse anche dell’acqua e delle risorse alimentari.
Una volta terminati i bombardamenti risuonava la sirena in segno di cessato pericolo e tutti potevano uscire dalle fosse e ritornare nelle proprie case.
Chi non aveva una protezione di questo tipo era costretto a rimanere a casa o, durante i bombardamenti, a scappare per le strade.
Dopo ogni attacco le vie erano piene di corpi schiacciati dalle rovine delle case crollate e dai cadaveri carbonizzati dall’ esplosione delle bombe.
Durante la notte il peggior nemico era la luce.
Bastava anche un semplice lume di candela per essere avvistati dai nemici; gli aerei sorvolavano le città a bassa quota mentre i soldati pattugliavano via per via.
Mentre a tarda notte stavo pescando con mio padre sentii la sirena risuonare .
Di corsa andammo a cercare un rifugio per proteggerci dalle bombe.
Riuscimmo a trovare nelle vicinanze un tubo di cemento che ci consenti di ripararci: gli attacchi durarono tutta la notte, fino all’ alba seguente.
Piansi per tutta la notte mentre mio padre cercava di consolarmi.
La mattina dopo quando potemmo finalmente uscire da quel tubo scoprimmo di avere un altro problema: eravamo incastrati al suo interno.
Con qualche difficoltà io riuscii a uscire per primo e pur essendo di corporatura gracile, facendo ricorso a tutte le mie forze riuscii a tirare fuori anche mio padre.
Alla fine avevamo le braccia e le ginocchia scorticate.
Questo è il ricordo che mi è rimasto impresso durante la seconda guerra mondiale poiché pochi giorni dopo mio padre venne ucciso dai soldati fascisti.

Giordano P.