Vagone
Viaggio in treno
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Mi trovo nel treno che mi porterà da Uras a Oschiri, da mio marito, c’è caldo e mio padre tenta di farmi un po’ d’aria con un pezzo di carta che ha trovato qui.
Nel mio vagone, oltre a me e a mio padre, ci sono tre persone e una giovane coppia di sposi, sui vent’anni.
Mi fanno ripensare all’anno scorso…
La mattina del giorno prima del mio matrimonio camminavo tranquillamente per viale Merello quando cominciarono improvvisamente a suonare gli allarmi; voleva dire che stavano arrivando gli aerei a bombardare e che noi dovevamo scappare immediatamente nei rifugi al riparo dalle bombe o nelle grotte.
Improvvisamente tutte le porte delle case si aprirono e come fulmini uscirono centinaia di persone terrorizzate che si dirigevano verso le grotte.
Ero quasi arrivata a casa che già si sentivano i rumori dei caccia e delle prime bombe che cadevano in città, sempre più vicine, sempre più vicine.
Arrivata davanti a casa trovai i miei che uscivano e mi unii a loro, e seguendo il fiume di gente, andammo anche noi a ripararci nelle grotte.
Ricordo gli allarmi, le bombe che cadevano dietro e davanti a noi, la paura tremenda;la gente che continuava ad entrare nella grotta.
Io avevo già in pancia mio figlio, e le persone che mi vedevano facevano di tutto per trovarmi un angolino dove farmi riposare.
Insomma la notte prima del matrimonio la passai in un grotta, con un centinaio di persone, chi senza niente, chi si era portato addirittura i maggiordomi…
La mattina dopo, di corsa a prendere l’abito per la messa ma di nuovo suonarono gli allarmi, e dovetti rientrare nella grotta, questa volta con il vestito da sposa.
Verso l'ora di pranzo, quando tutto fu finito, riuscimmo finalmente ad arrivare in chiesa e alla fine della messa, quando fu il momento di scattare la foto, quella vecchia macchina fotografica fece spaventare tutti perché era di quelle con il "flash a mano" e fece un bel botto.
Sto per raggiungere il paese, lo vedo già dal finestrino ma il treno sta rallentando, come se si stesse per fermare: perché si sta fermando?
Il treno si ferma, mio padre va a vedere che cosa succede, tutta la gente scende dal treno urlando, la coppia di sposi esce velocemente dal vagone e scappa fuori di corsa. Le persone che stanno scendendo dicono che siamo sotto attacco e che stanno arrivando gli aerei americani a bombardare. Il rumore degli aerei si avvicina sempre di più, mio padre torna di fretta, mi dice di nascondermi sotto il sedile e mi mette le valigie di pelle dura come scudo; poi anche lui si nasconde allo stesso modo dall'altra parte del vagone.
I primi colpi delle mitragliatrici degli aerei e le prime bombe si sentono già; quando l'aereo passa sopra di noi mitragliando il treno, un proiettile mi evita per pochi centimetri, un altro colpisce mio padre ad una gamba.
I proiettili entrano nel vagone come un coltello caldo nel burro e a poco a poco il treno sta diventando un colabrodo e le bombe, con le loro onde d'urto lo fanno spostare...
Quando un'ora dopo, finito l'attacco, usciamo dai nascondigli, il vagone distrutto e non c' pi distinzione tra finestrino e pareti.
La coppietta stata colpita, vediamo i loro cadaveri quando il treno, o meglio quel che ne resta, si muove per arrivare a destinazione; sono presi per mano.
La notte non riusciamo a dormire pensando a quello che abbiamo appena vissuto e pensando che al posto della coppietta potevamo esserci anche noi.

 


Claudio P.