Le Origini della Vita

Mentre per le origini dell'universo si dispone di una teoria (quella del "Big Bang") ben confermata da osservazioni sperimentali ed ormai comunemente accettatta dalla comunita' scientifica, il caso delle origini della vita non dispone ancora di una teoria cosi' ben consolidata, sia per la enorme complicatezza dei processi in gioco sia perche', piu' ancora delle origini dell'universo, le origini della vita sono state sempre solidamente legate a profondi credo religiosi che hanno rallentato gli sviluppi scientifici in questo senso.
Inoltre nel caso della vita anche l'oggetto della ricerca non e' definito in modo netto:una convinzione crescente tra i biologi e' che non sia possibile delineare una distinzione chiara tra cio' che chiamiamo "vivo" e cio' che chiamiamo "materia inerte". Il ponte tra questi due mondi sarebbe costituito da una serie di agenti, tra cui virus e geni, che possono mostrare in certi momenti caratteristiche di organismi viventi ed in altri caratteristiche di materia inerte.

Le prime teorie

Una della prime osservazioni che si possono fare sull'origine della vita e' che apparentemente esseri viventi possono generarsi "spontaneamente" da materia inerte, ad esempio da carne in putrefazione.
Aristotele in particolare credeva all'esistenza di una "generazione spontanea" della vita, e questa convinzione rimase invariata sino a tutto il medio evo e fu condivisa da grandi filosofi come Tommaqo D'Aquino e Isaac Newton.
Solo nel 1668 il medico italiano Francesco Redi inizio' a fare dei test scientifici su queto fenomeno per capire cosa stesse realmente accadendo. In particolare il Redi pose della carne in putrefazione parre in vasi sigillati e parte in vasi aperti, scoprendo che non si verificava generazione spontanea in quelli ai quali gli insetti non avevano accesso. In questo modo egli dedusse che la vita generata nei vasi aperti era dovuta semplicemente alle uova di tali insetti.
Poco dopo gli esperimenti del Redi fu scoperta l'esistenza di microbi, per cui la teoria della generazione spontanea fu trasferita ad essi. Infatti la carne in putrefazione alla lunga dava origine a microorganismi anche nei vasi chiusi.
A questa teoria fu data una risposta dal naturalista Lazzaro Spallanzani, che ripete' l'esperimento del Redi ma questa volta' bolli' e sigillo' ermeticamente una parte della carne, col risultato che stavolta neanche i microorganismi riuscirono a svilupparsi.
L'esperimento che elimino' definitivamente la teoria della "generazione spontanea" pero' e' quello di Pasteur, che riusci' con uno stratagemma ad evitare il generarsi di microrganismi anche senza bollire la carne, mettendo cosi' a tacere coloro che asserivano che la bollitura aveva ucciso il suo "princio vitale".

L'evoluzione chimica

Nella seconda meta' di questo secolo l'evoluzione degli strumenti di ricerca a disposizione di biologi e chimici mise questi ultimi in grado di scoprire il meccanismo che probabilmente ha portato all'origine della vita nell'universo, e curiosamente questo meccanismo non e' altro che una "generazione spontanea", anche se molto piu' raffinata di quella sostenuta da Aristotele.
L'esperimento chiave e' quello di Stanley Lloyd Miller (1952): partendo dalla teoria sulla formazione della terra, secondo cui agli inizi della sua formazione l'atmosfera terrestra era prevalentemente composta da gas contenenti idrogeno come metano, ammoniaca e vapor d'acqua, Miller genero' scariche di corrente all'interno di una ampolla isolata contenente ammoniaca, metano ed idrogeno. Dopo una settimana di scariche egli trovo', oltre alle sostanze presenti in partenza, glycine e alanina, i due amminoacidi piu' semplici, piu' tracce di uno o due piu' complicati.
Questo esperimento mostro' chiaramente 2 fatti: in una sola settiemana una grande quantita' di composti organici si era formata, ed esattamente il tipo di sostanza organica presente nei tessuti degli organismi viventi.
E' molto importante notare come l'assenza dell'ossigeno nella atmosfera primordiale sia stata fondamentale in questo processo: in un atmosfera ricca di ossigeno questi composti organici sarebbero immeditamente scomposti dall a sua azione ossidante per cui un processo di questo tipo non darebbe origina a nulla.
Un luogo che al contrario e' adatto alla conservazione di tali composti e' rappresentato dagli oceani. La teoria attuale infatti, basata su esperimenti che hanno affinato il primo esperimento di Miller, prevede la formazione ``spontanea'' di composti organici sempre piu' complicati sotto l'azione dei raggi ultravioletti. Tali composti si sono accumulati pian piano negli oceani dando luogo ad una sorta di ``brodo'' primordiale in cui sono stati preservati ed hanno potuto interagire dando infine luogo a sostanze piu' complesse ed infine alla vita
Secondo questa teoria dunque gli ingredienti fondamentali per l'origine della vita sono la mancanza di ossigeno nell'atmosfera e la presenza di acqua. Di fondamentale importanza sarebbe dunque la soperta nel sistema solare di un altro pianeta o satellite dotato di acqua in cui forse si potrebbero trovare i primi esseri viventi non terrestri. Il luogo piu' probabile nel nostro sistema per un ambiente del genere e' Europa, il VI satellite di Giove scoperto da Galileo 4 secoli or sono.