La reale Amministrazione
delle torri in Sardegna


'invadente potenza dei Turchi, che rendeva difficile il traffico anche alle nostre piú floride repubbliche marinare, rese indispensabile un nuovo dispositivo di difesa costiera. Fu Pietro "il Cerimonioso" che diede il via razionalmente a costruzioni sulle coste, che avevano il compito di awisare le popolazioni della presenza di eventuali nemici. Diverse torri e costruzioni fortificate, comunque, erano state erette gia da tempo, con permessi chiesti al sovrano, a spese dei privati (signori e contrade), che si erano visti nella necessita di provvedere per proprio conto alla difesa delle loro attivita e possedimenti e per la loro stessa incolumita.
II Fara nella sua "Corographia Sardiniae", ben due secoli dopo il provvedimento di Pietro, elenco una serie di < I progetti delle nuove costruzioni precedettero sicuramente l'approvazione di una "Amministrazione" da parte del sovrano; essa non esisteva ancora, ma era nell'aria.
L'inviato regio De Moncada nel 1578, al fine di prendere le opportune decisioni sulla difesa marittima ed interna del regno, compi il periplo dell'isola e presento una relazione che fu il preludio di un piu attivo programma di costruzione di torri.
Purtroppo le condizioni economiche non floride dell'isola non permisero un incremento di fortificazioni renderla sicura dalle scorrerie barbaresche.
Nel 1582, essendo vicere lo stesso De Moncada, i Barbareschi giunsero quasi alle porte di Cagliari, saccheggiando Quartu. II fatto contribui certamente ad accelerare i progetti da presentare al sovrano per l'approvazione della "Amministrazione delle torri litoranee".
Nel 1583 gli Stamenti (istituzioni rappresentative) ecclesiastico, militare e reale, presentarono, ciascuno distintamente, trenta capitoli che imponevano un dazio sull'esportazione (formaggio, corallo, lana, cuoio). Questo dazio doveva sopperire alle spese necessarie per la costruzione di nuove torri sulle coste.
Filippo II, con una lettera del 29 settembre 1587, approvb i trenta capitoli proposti dai tre Stamenti, e diede il via all"'Administratio del dret del real" (Amministrazione del diritto reale), capitoli che furono la base di tutta la legislazione relativa alle torri in periodo spagnolo e sabaudo.

Queste si distinguevano in torri di segnalazione, di modulo contenuto, dotate di archibugi e spingarde, con organici esigui, costruite in posizioni emergenti e panoramiche, generalmente a vista tra loro, in modo da poter comunicare o ricevere segnali sia di giorno che di notte; altre di difesa, pi~~ ampie, costruite in prossimita di porti, tonnare, miniere, saline, centri abitati.
Queste ultime furono chiamate "De armas" perche dotate di cannoni pid o meno potenti, generalmente destinate a sedi di comando, ospitavano pib uomini, compresi quelli che a cavallo tenevano le comunicazioni tra il litorale e i villaggi.
Capo dell'Amministrazione era i1 Vicere (luogotenente generale dell'Isola e Governatore), al quale spettavano le nomine degli alcaidi, artiglieri, soldati, barcaioli, preposti alh difesa di ogni torre, nonche alh destinazione di forzati aggregati agli organici delle medesime. Dagli Stamenti venivano scelti tre esponenti che per un biennio espletavano le funzioni di consiglieri.
Facevano parte dell'Amministrazione vari clavari (responsabili amministrativi), esattori, cassieri e pagatori, anch'essi estratti a sorte; inoltre un segretario, di nomina regia a vita, uno scrivano, un portiere ed un notaio. Essa aveva un proprio sigillo ed una propria giurisdizione, in materia attinente alle torri. II capitano delle torri, di nomina regia e a vita, doveva risiedere nelh capitale, era a capo non dell'Amm~~one, ma delle torri; gli erano subordinati: il tenente (che risiedeva a Sassari), tuffl gli alcaidi, artiglieri, soldati, barcaiuoli e forzati, incaricati della difesa nelle torri.
Aveva l' obbligo di ispezionare tutte le torri con cadenza biennale in principio e successivamente ogni anno. Sotto i Savoia, il capitano delle torri prese il titolo di colonnello. Oltre alla difesa esse ebbero una irnportante funzione sanitaria anche se non riuscirono ad impedire l'insorgere ed il diffondersi di numerose pestilenze; tra le loro incombenze figurava anche una funzione che oggi definiremmo doganale anche se non riuscirono ad impedire i contrabbandi. Con il regio edito n. 93, emanato in periodo sabaudo il 17 settembre 1842, Sua Maesta dichiarava soppressa l'Arnministrazione delle torri in Sardegna.
La legislazione comunque provvedette al nuovo governo delle medesime e diede determinazioni al nuovo regime delle "Regie fortificazioni". Col decreto n. 3786 del 25 aprile 1867 si compi il destino delle nostre torri che cessarono di essere posti fortificati del litorale sardo.

Mario Cannas

Rita Monagheddu