ernand Braudel, il noto storico francese scomparso di recente, ha sottolineato in pi occasioni il carattere di continenti in miniatura delle isole mediterranee, riconoscendo tuttavia come esse siano state in ogni caso coinvolte o comunque interessate nelle vicende del loro mare. é evidente come le considerazioni del Braudel valide per il secolo XVI possano essere estese sia ai secoli precedenti, sia a quelli immediatamente successivi.
Ed  stata certamente questa logica ad ispirare la realizzazione del catalogo che illustra la mostra in atto in questi giorni nella Cittadella dei Musei, dedicata ad un tema di notevole interesse: la Sardegna nella sua storia di isola al centro del Mediterraneo.
I curatori della mostra, che sono gli stessi artef ci dei modellini esposti e dei testi che nel catalogo accompagnano le illustrazioni, hanno ritenuto di sottolineare in apertura l'aspirazione ad essere considerati utili ma validi collaboratori della narrazione storica. Era dunque naturale che alla lucida premessa facesse seguito un preciso riferimento al mondo ed alle attivitd della pirateria mediterranea; un mondo in cui storia e leggenda si intersecano e si confondono tra loro in maniera che spesso non consente di fare distinzioni tra realtd e fantasia. Alla suggestione delle immagini marinare e delle audaci azioni dei pirati, si unisce poi un altro tema legato a quello delle conseguenti misurew di difesa, compresa la costruzione di quelle torri che ancora oggi caratterizzano i litorali della nostra Isola.

Discende da ci˜ il riferimento puntuale alle vicende storiche della Sardegna, dal Medioevo in poi, attraverso il susseguirsi di medaglioni relativi alle torri pi importanti ed agli avvenimenti particolari che le riguardano da vicino.
Parlare delle strutture e degli apprestamenti difensivi signifca ovviamente fare l'opportuno riferimento agli uomini che vi furono preposti. Un discorso articolato, questo, che parte dal momento medioevale per giungere, attraverso il susseguirsi dei fatti e delle modif cazionistrutturali a parlare di armi, di apprestamenti logistici e di uniformi, fino alle soglie dell'etd contemporanea. Di pari interesse risulta pure la nota sulle illustrazioni dedicate all‡ "Marina Sarda", che si apre con precisi riferimenti al Settecento, ma non sono da ignorare le precedenti istanze che ricorrono in tal senso in sede parlamentare fin dalla prima metd del secolo XVII; esse espresseroŅpurtroppo senza esitoŅil bisogno e l'aspirazione dei Sardi di costituire una loro marineria con ufficiali ed equipaggi isolani.

Al termine della rassegna dei diversi modelli appare quanto mai evidente il signif cato dell'iniziativa. Una iniziativa immaginata e condotta da un gruppo di appassionati che ha il pmiso convincimento, o almeno la ferma speranza, di non avere esaurito il proprio impegno nell'ambito esclusivo della creativitd in scala, contribuendo alla rappresentazione tridimensionale di momenti ed aspeffl delle vicende umane.

E ci˜, nel caso specifico della mostra dedicata anche alle difese isolane nel lungo arco di tanti secoli, acqugsta szngolare segmf~~cato perchŽ ad ospitarla  una struttura che fece parte in passato dello stesso complesso, apparato difensivo.

Giancarlo Sorgia