Principali incursioni
contro le coste
meridionali sarde


onsiderato lo studio effettuato, limitatamente ad alcune localitá del litorale cagliaritano e di ; Sant'Antioco, prenderemo in ; esame in sequenza cronologica ; gli episodi di sortite ; barbaresche inerenti ; esclusivamente le ; localitá oggetto di ; studio. É altresí doveroso specificare che in mancanza di dati sicuri per il periodo antecedente, si é scelto di parlare degli attacchi storicamente certi, a partire dal XV secolo sino al 1816.

Anno 1426
Fu segnalata la presenza di una galea armata di saraceni. Inoltre si ebbe notizia della presenza di sei galee e tre galeotte che stazionarono nel golfo di Cagliari allo scopo di attaccare, forse, il quartiere di Villanova ed altri centri vicini.

Anno 1428
I Turchi si affacciarono su Teulada con quattordici navi, giungendo a minacciare anche Cagliari, ma, visto l'apporto delle forze difensive batterono in ritirata.

Anno 1520
Si segnalarono sbarchi di Turchi nelle spiagge di Sant'Antioco, Pula e Carbonara: gli abitanti di queste localitá riuscirono a respingerli ed a catturarne diversi.

Anno 1525 Una goletta turca approdó a Sant'Antioco mentre si celebrava la festa del Santo, gli invasori furono ricacciati in mare.

Anno 1526
Grave pericolo corsero gli abitanti di Sant'Antioco a causa dell'arrivo di diciotto legni barbareschi, mentre le ciurme si apprestavano a scendere nella terraferma, furono spazzati da una tempesta che distrusse 16 imbarcazioni, costringendo le rimanenti navi a rifugiarsi nella deserta isola di San Pietro. Il giorno dopo gli abitanti di Sant'Antioco catturarono diversi mori che vagavano nell'isola. Inoltre condussero a Cagliari due galee predate ed un cannone.

Anno 1534
Una squadra di undici galee barbaresche naufragó presso Portopino (golfo di Palmas). I tre capi pirati che la comandavano scesero a terra con l'equipaggio e ottocento schiavi ma, temendo di essere catturati dai Sardi, salirono sui tre legni atti a navigare e partirono di gran carriera lasciando sulla spiaggia i cristiani e le merci. Gli schiavi furono liberati e condotti ad Iglesias.

Anno 1551
Mentre un equipaggio turco era sceso a terra in Sant'Antioco, alcuni schiavi sardi rimasti a bordo riuscirono a sorprendere i tre corsari di guardia, che, vista la situazione sfavorevole, fuggirono verso terra. L'equipaggio venne fatto prigioniero dagli abitanti del posto.

Anno 1552
Molti tentativi di sbarco nel Sarrabus, Sulcis e Pula, furono tutti respinti dagli abitanti di quei luoghi.

Anno 1566
Tre navi armate per la corsa, riuscirono ad aggredire una nave turca presso l'isola dei Cavoli catturandola. Nello stesso anno si registró la sconfitta della flotta turca, nel mare delle Curzolari, ad opera di quella cristiana. Questo avvenimento determinó una forte diminuzione di incursione barbaresche lungo le coste della Sardegna.

Anno 1577
La Reale Udienza ordinó ai sindaci di Lapola (quartiere Marina ; di Cagliari) di far imbarcare cento ; archibugieri sulle navi ancorate nel porto per correre in aiuto di una nave catturata, presso Pula, da tre galeotte turche. Sul finire del secolo non si segnalarono attacchi degni di nota, si ricordano solamente degli episodi legati ad incursioni che alcuni privati fecero nelle coste della Barberia con le loro navi.

Anno 1604
Venne catturato, vicino a Pula, un equipaggio barbaresco.

Anno 1617
I Barbareschi recarono gravissimi danni alie isole di Sant'Antioco e San Pietro, alle spiagge di porto Botte, Teulada e Pula.

Anno 1621
I Barbareschi tentarono di invadere il litorale di Cagliari. Il viceré conte di Eril venuto a conoscenza di ció, proibí agli abitanti cagliaritani di recarsi di notte alle feste (in atto in quel periodo) che si svolgevano nella pianura di Lluc e della Plaia in onore di Santa Barbara, Sant'Elia e San Bartolomeo.
Nicoló Montells, per ordine viceregio, fece armare un brigantino che si trovava nel porto di Cagliari per andare nelle acque di Carbonara, dove navigavano dei Mori.
Il padrone Giovanni Veloto, avuta notizia che presso le isole di San Pietro e Sant'Antioco navigava un brigantino d'Infedeli, chiese d'andare in corso, e ottenne licenza con esenzione dai diritti delle prese, e col diritto del quattro per cento in altri mari.

Anno 1635
Alcune galee tunisine fecero dei tentativi di approdo presso la marina di Funtanamari, nel Sulcis, ma furono respinte.
Dopo questo ennesimo tentativo di sbarco, gli abitanti del posto chiesero al Parlamento la costruzione di due torri, che sorsero una in quel luogo e l'altra in Portoscuso.

Anno 1733
Mentre alcuni torrieri della torre di San Luigi in Serpentara erano intenti a sbrigare faccende fuori dalla torre (contrawenendo alle disposizioni della Reale Amministrazione), vennero sorpresi dai Barbareschi, che acquattati li attendevano.
Due vennero catturati mentre il terzo si buttó in mare. Proseguendo nella sua scorreria, la nave corsara fu investita da una tempesta che la fece infrangere contro gli scogli vicino a Teulada.
I naufraghi furono presi da miliziani locali e condotti schiavi a Cagliari dove vennero utilizzati per completare i lavori dello Sperone nelle mura di "Castello".

Anno 1742
Alcuni cagliaritani, con una galeotta armata, andarono a corseggiare in Barberia, da dove tornarono con mori e due barche predate.

Anno 1743
Diverse galee barbaresche stazionarono nel golfo di Cagliari, creando vivo allarme tra le popolazioni. Nessun attacco fu effettuato.

Anno 1762
I Barbareschi assalirono I'isola di Serpentara. Sorpresero i torrieri facendoli tutti prigionieri e incendiarono la torre.

Anno 1765
Due galeotte barbaresche sbarcarono a Portopino da dove riuscirono a trarre schiavi diversi uomini.

Anno 1772
Alla fine di giugno ventotto imbarcazioni tunisine uscirono dal porto di Biserta per corseggiare nei mari sardi. Predarono alcuni battelli nel golfo di Cagliari e tentarono di effettuare sbarchi nelle spiagge vicino alla cittá.
La popolazione rimase in apprensione per diversi giorni. L'intervento di una fregata regia assieme ad altri legni fece fuggire i corsari.

Anno 1812
Una squadra tunisina effettuó delle incursione in Capo Carbonara e nelle isole vicine per poi proiettarsi a Sant'Antioco.
Vennero fatti schiavi i componenti le guarnigioni delle torri di San Luigi e San Miguel e ventidue persone (compresi i militari) dell'isola di Sant'Antioco.

Anno 1815
Gravissima incursione da parte dei Tunisini nel mese di ottobre ai danni di Sant'Antioco.
Dopo aver ucciso gli estremi difensori, i corsari riuscirono a portar via 144 persone. Viene ricordato I'atto di eroismo dell'ufficiale di artiglieria Efisio Melis Alagna.
Dopo questo ennesimo atto di pirateria, le potenze europee decisero di far fronte comune per porre definitivamente termine a questa assurda guerra.
Nel 1816 I'ammiraglio inglese lord Exmouth, assieme alla squadra dell'ammiraglio olandese Van Capellen, ordinó un massiccio bombardamento sulla cittá di Algeri.
Davanti a questa prova di forza il Dey cedette e sottoscrisse un trattato nel quale si ammetteva la soppressione della schiavitú, ma ancora nulla circa la cessazione della guerra corsara che, comunque, era ormai arrivata ad una fase di stanca.
In quegli anni, infatti, vennero segnalate rarissime incursioni. Si arrivó cosí alla fine completa degli Stati barbareschi con la conquista di Algeri, avvenuta 1'8 agosto 1830 da parte dei francesi. Un mese piú tardi anche il Bey di Tunisi sottoscrisse un trattato nel quale dichiarava di rinunziare al diritto di esercitare o autorizzare l'attivitá corsara. Pochi giorni dopo anche Tripoli sottoscrisse lo stesso trattato.
Terminava, finalmente, cosí nel 1830, quella guerra corsara che per troppo tempo aveva seminato tanto terrore nel Mediterraneo.

Dino Olla Maristella Toreno