Torre di Cala Bernat

Turris Petrae Ligatae / Torre di Cala Bernat / Torre della Safa / Torre della Prajola / Torre di Santo Stefano / Torre Vecchia / Torre del Lazzaretto / Torre del Prezzemolo o de su Perdusemini / Torre del Petro Semolo


el quadro degli studi inerenti al "Promontorium Kalaritanum" (Sant'Elia) si affaccia una ridda di ipotesi che non sono facilmente verificabili a causa della assoluta confusione di dati emersi dalla consultazione di libri e documenti. Fatte salve alcune nostre personali convinzioni, ci limiteremo ad esporre la sequenza di elementi in nostro possesso, lasciando al lettore la piu libera interpretazione, onde poter arrivare ad una propria conclusione.
Dai documenti consultati risulta che: la torre chiamata anticamente "del Lazzaretto" era chiamata ancora piu anticamente di "Calabernat", che la torre di "Calabernat" era anche chiamata della "Safa"; che la torre della "Petra Ligata" sta davanti allo scoglio omonimo, che il suddetto scoglio e' chiamato anche di Sant'Elia. Che la torre di "Sant'Elia" distava mille passi dalla torre Muscarum. Che la torre del Pouhet e' chiamata di Sant'Elia. Che la torre del "Lazzaretto" era chiamata della Prajola. Che la torre di Santo Stefano e' quella del Lazzaretto. Che la torre Muscarum esisteva gia' prima della costruzione della torre di Calamosca, che la suddetta aveva alla sua destra la torre di Calafiguera ed alla sua sinistra quella di Sant'Elias. Che la torre del Faro non e solo quella di Sant'Elia. Che la torre dei Segnali, probabilmente, non e' solo quella di Calamosca. Che la torre Del Faro e Dei Segnali si trovano nel medesimo luogo, ma sono due costruzioni distinte. Che la torre di Sant'Elias era chiamata anche torre della "Linterna". Che la torre di Calamosca, con l'appellativo "De Armas" si chiamava di "San Salvador e di S. Giovanni". Che il fortino di Sant'Elia e il forte San Ignazio. Che il forte di Sant'Elia e' la torre di Calamosca. Che la torre del forte non e' quella di Sant'Elia. Che esiste a tutt'oggi una torre chiamata torre Vecchia. Che una delle torri piu' vecchie di questo litorale risulta edificata nel 1282 da Bartolomeo Provincialis costruttore in epoca pisana. Che la torre del Lazzaretto e' chiamata del "Perdusemini". Che la torre del "Prezzemolo" e' quella di "Calafiguera". Che la torre Perdusemini e' chiamata "Torre Vecchia". Che la torre chiamata "Morta" si e' rivelata piu' viva che mai. Che la penisola veniva chiamata di Sant'Elia e che qualunque torre o manufatto in genere del posto poteva venir chiamato di Sant'Elia.

Come premesso in apertura, questa babele di notizie dunque, attesta l'assoluta confusione che regnava e regna sulla effettiva identita' dei luoghi e degli impianti in essi esistenti. Tra tutti, I'unico che un po' sfugge alla nebbia della incertezza e' quello della torre che sta in Calabernat. Al 1597 risale la determinazione di "Adobar", le "due torri che stanno sulla montagna di Sant'Elia": una nel posto detto del Pouhet e l'altra in Calabernat. Quest'ultima e' guarnita da due torrieri pagati dalla Reale Amministrazione delle Torri in Cagliari, essi sono Salvador Congu e Janot Pira. Al 1605 risalgono i lavori di restauro condotti da maestri Joanni Incani e Auguxti Pixitta. Durante i lavori viene messo in opera un balconcino pensile in legno all'ingresso. Nel 1606 I'organico viene aumentato di un torriere: Antiogo Melone. Un altro ancora si aggiunge nel 1615, di rinforzo ad ognuna delle torri del litorale. II motivo era da ricercarsi nel costante pericolo dovuto alle incursioni barbaresche; proprio su questo pericolo fu editto infatti un pregone con il quale si proibiva agli uomini ed alle donne di recarsi di notte alle feste di Sant'Elia, San Bartolomeo ed altri simili luoghi marittimi, perche durante queste feste esisteva il pericolo di venire catturati dai Mori. Detta torre e' presente con il nome di torre della Safa nella descrizione dell'isola di Sardegna (carta geografica del 1625) indi arriva sino al 1638 quando termina la sua funzione e chiude, essendo nel frattempo entrata in attivita quella di Calamosca "De Armas". Ricompare nel 1772 in un' ipotesi di armamento (fucili da posta e spingarde considerando il punto importante in cui si trova). In quei pressi era posizionata anche la compagnia "Ligiera" di fanteria. Dieci anni prima la stessa torre, nel quadro di un piano generale di manutenzione e riparazione viene detta abbandonata e di scarsa importanza bellica e lasciata quindi in stato di degrado.

A ridosso del tentativo di conquista e sbarco francesi, poco prima della loro definitiva rotta, I'ingegnere militare Franco Lorenzo enuncia alcuni principi da mettere in atto a ridosso della torre Santo Stefano, per una piu efficace difesa della zona circostante. Tra essi figura una batteria "bassa" di cannoni che attesta la volonta'del Comando di utilizzare quella postazione per contrastare i francesi. Cio a dispetto di tutte le notizie che riportano la torre come ininfluente ai fini della difesa. Appare chiaro invece che la torre chiamata "Morta", nel momento piu critico per Cagliari, offri' una difesa attiva. Vari episodi fanno luce su questo argomento, uno fra tutti e quello di un'ufficiale di nome Lilliu che testardamente volle restare con i suoi soldati ai piedi della torre benche' gravemente ferito. Potrebbe essere ipotizzabile che tale episodio avesse la sua ragione nel fatto che la torre, aldila della difesa attiva, avesse una maggiore importanza per la possibilita di trasmettere vari segnali sul movimento delle truppe attraverso le due finestrelle in essa ubicate, come testimoniato anche nel "Prospetto dell'attacco francese" visto dalla torre di San Pancrazio (Piloni, tavola XII). Passato il pericolo, la torre cadde nell'oblio e vi rimase fino al 29 dicembre 1916 quanto il Sovrastante Regio, Romualdo Loddo, ne ordino' il suo consolidamento. Della stessa data e il restauro del voltino che avrebbe accolto il telemetro per rilievi ad opera del tenente ingegnere del Genio Capobianco, mentre i contrafforti che puntellano le rocce mioceniche della rupe Santo Stefano risalgono al 26 dicembre 1967.

Tabella esplicativa delle denominazioni date alle fortificazioni sorte nel monte di Sant'Elia attraverso i secoli.

Torre del Lazzaretto
Turris petrae ligatae / Torre di Calabernat Torre della Safa / Torre della Prajola Torre di S. Stefano / Torre Vecchia Torre del Prezzemolo o de su Perdusemini Torre Petro Semolo
Turris Muscarum
Non esiste piu'
Torre del Pouhet
Torre di Sant'Elia / Torre du su Poeta Torre de su Poettu
Torre di Calafighera
Torre de su Perdusemini
Torre del Prezzemolo
Torre Vecchia / Torre del Lazzaretto Torre di S. Stefano / Torre Petro Semolo Torre de su Perdusemini / Torre Morta
Torre di Sant'Elia
Torre di Sant'Elias / Torre del Pouhet Torre della Linterna / Torre del Faro
Torre di Calamosca
Torre San Giovanni / Torre di San Salvador Torre dei Segnali / Torre del Faro / Torre di Sant'Elia Torre del Forte /Il Forte
Il Forte
Torre di Calamosca
Il Fortino
Forte Sant'Ignazio

Mario Cannas
Rita Monagheddu